Menu:

La Provincia

La Città

Luoghi d'interesse artistico, storico e culturale
Lungomare Falcomatà
il fronte a mare della città nel suo centro storico si sviluppa fra architetture stile liberty e piante rare, fu definito da Gabriele D'Annunzio "il più bel chilometro d'Italia", probabilmente anche per via del miraggio della Fata Morgana che contribuisce a rendere la passeggiata particolarmente suggestiva.

Bronzi di Riace tra i simboli della città, esposti al Museo Nazionale della Magna Grecia, sono due grandi statue che - secondo le più recenti ipotesi - raffigurerebbero due eroi appartenenti al mito dei Sette contro Tebe (forse Tideo e Anfiarao o Eteocle e Polinice).
I bronzi sono degli originali greci (o magnogreci) della metà del V secolo a.C., e insieme all'Auriga di Delfi sono oggi considerate le uniche testimonianze bronzee dei grandi maestri scultori dell'arte classica in Grecia e Magna Grecia.

Arena dello Stretto
(o Teatro Senatore Ciccio Franco) teatro in stile greco, con vista dal lungomare Falcomatà sullo Stretto.

Cippo marmoreo a Vittorio Emanuele III
opera di Camillo Autore, fu eretto in onore di Vittorio Emanuele III che vi sbarcò toccando per la prima volta il suolo nazionale da sovrano il 31 luglio 1900, sorge sul "Molo di Porto Salvo" antistante l'Arena dello Stretto.

Duomo di Reggio Calabria
cattedrale dell'arcidiocesi metropolitana, è l'edificio sacro più grande della Calabria; ha opere d'arte come le imponenti statue ai lati della scalinata di San Paolo e Santo Stefano opera di Francesco Jerace, e la cappella del Santissimo Sacramento tra i maggiori esempi di barocco calabrese, le cui pareti sono rivestite di intarsi marmorei policromi, provenienti dall'antico duomo.

Castello Aragonese
di origine molto antica, la sua costruzione si ritiene anteriore all'invasione dei Goti di Totila del 549; punto strategico di difesa della città fu dominio di Bizantini, Arabi, Normanni, Svevi ed Angioini, nel 1459 Ferdinando d'Aragona fece aggiungere le due torri cilindriche merlate che ne danno ancora oggi il caratteristico aspetto "aragonese".
Oggi il castello è una delle principali sedi espositive della città.

Villa Zerbi sul lungomare Falcomatà, è una villa in stile veneziano del XIV secolo con elementi decorativi e cromatismi molto evidenti.
Tra i più importanti centri d'arte della città, Villa Zerbi offre periodiche mostre artistiche e d'architettura, è inoltre sede espositiva della Biennale di Venezia al sud Italia.

Chiesa degli Ottimati
Costruita nel X secolo l'antica chiesa bizantina-normanna fu distrutta durante le invasioni saracene e dai successivi terremoti, ma fu riedificata sul sito originario.
Presenta al suo interno e nella propria struttura gran parte delle architetture e delle opere artistiche originali, integrate anche con quelle presenti nell'antica basilica normanna di Santa Maria di Terreti, tra le quali spicca uno splendido pavimento a mosaico cosmatesco, ed una pala dell'altare di notevole valore artistico raffigurante l'annunciazione, opera di Agostino Ciampelli.


Teatro Francesco Cilea
Intitolato al musicista reggino Francesco Cilea, è il teatro più grande in Calabria e possiede una grande sala di stile ottocentesco dalla forma a ferro di cavallo; le linee esterne sono ispirate all'architettura classica e riprendendo i motivi e le forme architettoniche dalle origini magnogreche della città. Nel secondo dopoguerra il Teatro Cilea venne ampliato divenendo così una struttura tra le più belle e funzionali d'Italia e venne re-inaugurato con Il Trovatore di Giuseppe Verdi.
Terminati ulteriori lavori che lo hanno tenuto inattivo per quasi diciotto anni, da poco il Teatro Cilea è stato restituito alla città per continuare la sua gloriosa tradizione artistica e culturale, accogliendo gli artisti più importanti di questo primo scorcio del XXI secolo.

Mura della città greca
Tra le poche sopravvissute fino ai giorni nostri, a testimonianza della vastità dell'antica polis di Rhegion, ne esiste ancora un tratto sul lungomare Falcomatà (sito archeologico denominato "Mura Greche") uno sulla Collina degli Angeli (che sembra essere la testimonianza più antica risalente all'VIII secolo a.C.), ed uno sulla collina del Trabocchetto (denominato "Parco Archeologico Trabocchetto").
Al momento è possibile visitare solo quelle vicino al mare che risalgono al IV secolo a.C. e farebbero parte della ricostruzione operata da Dionisio II di Siracusa, avvenuta dopo che la città fu espugnata dal padre Dionisio I.
Sono costituite da due file parallele di grossi blocchi di arenaria tenera.
Recentemente hanno ospitato rappresentazioni teatrali d'epoca classica.

Impianti termali di epoca romana
Rinvenuti da scavi effettuati sul lungomare, sono i ruderi di uno tra gli otto impianti termali presenti in città in epoca Romana, con resti di pavimento musivo a piccole tessere bianche e nere.
Il sito denominato "Terme Romane" è tra le poche testimonianze giunte ai giorni nostri del periodo in cui la città di Rhegium Julium fu Civitas Confoederata di Roma e prosperoso Municipium dell'Impero Romano in Magna Grecia; sembra infatti che l'area interessata dall'impianto termale sia di gran lunga più estesa di quanto non sia la zona visitabile del sito, rendendo l'impianto paragonabile per estensione alle terme di Diocleziano.


Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License. Esso utilizza materiale tratto dalla voce di Wikipedia: "Reggio Calabria"