| CRONACA - 11-11-2009 17:15 |
| RICOVERATO IN PRONTO SOCCORSO AGGREDISCE INFERMIERI E MEDICI |
Due medici e tre infermieri in servizio al pronto soccorso del presidio ospedaliero "G.
Jazzolino" di Vibo Valentia sono rimasti vittime della violenza di un paziente trasferito con una ambulanza del 118 all'ospedale per stato di ebbrezza alcolica in seguito ad uso di stupefacenti. Stando ad una prima descrizione dei fatti fornita dall'Azienda sanitaria provinciale, i medici Nicola Crupi e Marianna Rodolico e gli infermieri Antonio Martino, Agnese Malesa e Pia Converti Guida, hanno dovuto fare presto i conti con le escandescenze di D.D. che dopo le prime cure, in evidente stato di agitazione, ha incominciato ad usare espressioni verbali pesanti nei confronti dei familiari che lo avevano accompagnato. Successivamente l'uomo ha preso di mira gli arredi del servizio, tentando di aggredire medici ed infermieri che, nel tentativo di trattenerlo, allo scopo di evitare forme di autolesionismo ed ulteriori danni alle cose, hanno riportato delle lesioni. Terminata la bravata il paziente, accompagnato dai familiari, si e' dileguato evitando l'arrivo dei carabinieri prontamente accorsi subito dopo la denuncia. Il Direttore generale dell'azienda Rubens Curia ha fatto pervenire al personale sanitario coinvolto nell'accaduto una lettera. "Sento il dovere - scrive - di congratularmi con voi tutti per l'alto senso del dovere, la professionalita' e l'adeguato comportamento assunti in una circostanza che nella nostra Azienda, purtroppo, non e' nuova. Il comportamento irriguardoso e irresponsabile del paziente va, comunque, denunciato ma nel contempo inserito nel contesto degli episodi che spesso rientrano anche nella casistica degli atti prevedibili soprattutto quando l'azione e' prodotta da un soggetto fragile proprio per le sue precarie condizioni di stabilita' psichica. Ho bisogno, altresi', di invitarvi - conclude Rubens Curia - a continuare nel vostro quotidiano impegno, assicurandovi la certezza della vicinanza dell'Azienda e la consapevolezza che detti atteggiamenti sono destinati nel tempo a ridursi proprio per la convinzione che chi ha bisogno di assistenza e cura, in un momento di disagio, non puo' assumere comportamenti di aggressione verso chi e' preposto ad aiutarlo ad uscire fuori da quella condizione". |
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